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Le immagini e i testi si riferiscono
alla Casa-museo
prima della chiusura del 1979
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Il forno in gesso e
mattoni di cotto per il pane è a-ffumu persu, cioè
senza camino, per cui il fumo si diffonde per la stanza e trova uno sbocco
attraverso le tegole del tetto; dal soffitto pende un cerchione di legno
per appendervi la salsiccia da affumicare.
Il
pane e la panificazione
Nella
Casa di Massaria sono esposti gli oggetti e gli attrezzi della Panificazione. Il
forno di pietra e mattoni è il cuore della casa: è a “ffumu persu”, cioè
senza camino, sicché il fumo si perde attraverso le tegole del tetto e va ad
affumicare le salsicce appese ad asciugare. Più in là gli attrezzi che
consentivano di panificare in casa secondo una consolidata tecnica di tipo
arcaico. Si fa bollire l’acqua e si impasta la farina con acqua detta razzia,
cioè la grazia (di Dio). La pasta si manipola nella madia di legno e nella
gramola della “sbria”, attraverso un pistone di legno, detto sbriuni.
La donna prima di iniziare il lavoro rivolge il
pensiero al padreterno per chiederne la protezione, segnandosi col segno della
croce recita il seguente scongiuro:
Patri figghiu e
spirdussantu
pozza crisciri n’autru tantu;
santa Rusulia
iancu e rrussu comu a ttia
nné gghiariu né passatu
come Maria senza piccatu
crisci pani o furnu
comu Gesuzzu crisciu a lu munnu
(“Padre figlio e spirito
santo - possa crescere ancora tanto - santa Rosalia - bianco e rosso come te sia
- né acido e né passsato - come Maria senza peccato - cresci pane al forno -
come Gesù crebbe per il mondo”).
Dopo gramolato, al pane si danno le forme tradizionali (stortello, mezzaluna,
ialuna, caicco) e si lascia lievitare nel letto u canzu , dopo averlo ricoperto
con scialli e coltri di lana. Indi si passa all’infornatura: il forno si
riscalda con un generoso fuoco di frasche di ulivo e rami di mandorlo, prodotti
dalla potatura stagionale, e quando raggiunge la temperatura desiderata (i segni
sono dati dalle pietre e dalle tegole del forno che si imbiancato), si pulisce
con il rastrello e con una scopa vecchia, e il pane si inforna. Sulla parte
laterale del forno è uno spioncino con relativo tappo di pietra con la funzione
di controllare la cottura del pane. Lo spioncino prende il nome significativo di
“marito”.
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