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..:: ANTONINO UCCELLO ::..
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Cere e ceroplastica
Tra i vari oggetti della religiosità popolare sono molto importanti gli
ex voto in lamina d’argento o in cera, che di solito riproducono organi e arti
del corpo umano che sono stati guariti: occhi, seni, mani, gambe, testine,
cuori; alcuni ex voto raffigurano dei militari con riferimento a qualche fatto
di guerra; uno di essi rappresenta una mucca certamente guarita, che assume un
particolare risalto nell’ambito della economia contadina. Gli ex voto in
cera sono in genere opera dei Mazzerbo che operarono a Ispica, a Noto e a
Pachino, mentre alcuni sono opera di cirari palazzolesi,
Gaetano Infantino, morto a 85 anni nel 1910, e
Michelangelo Corritore (1844-1930). D’altronde l’uso di donare gli ex voto
in cera è ancora vivo in alcuni santuari della zona: a Rosolini, a Noto e
particolarmente a Ispica. In questa cittadina del ragusano, il giovedì santo,
i fedeli sogliono recare al Cristo alla colonna l’ex voto in cera con nastri
rossi e accompagnato da biglietti che recano scritte di vario tenore. Lo scultore in cera (ceroplasta o “ciraru”)
si serviva nel suo lavoro di stampi di gesso e di panetti di cera vergine
d’api acquistati dai milari (apicultori) locali. La cera veniva sciolta
in un tegame a fuoco lento; durante la cottura si aggiungeva del colorante
(terre) o del “bianchetto”. La cera liquida si versava dentro lo stampo e si
lasciava solidificare. Uscita la scultura dallo stampo la si rifiniva per mezzo
di stiletti e spatole di ferro riscaldati al fuoco: si aggiungevano le braccia e
tutti gli ornamenti di stoffa o metallo: quest’ultima operazione era compito
delle donne, mentre il falegname eseguiva la “scaffaratella” cioè il
mobiletto di legno o bacheca in cui si disponeva la statua con tutto il decoro
di fiori di stoffa, animali di cera e perline multicolori in una sorta di
piccolo “trionfo” popolare. In questi casi la cera acquistava contenuti
d’arte notevoli. La ceroplastica ha prodotto manufatti di straordinaria
bellezza e ha permesso ad alcuni artefici di emergere al rango di artisti:
ricordiamo fra tutti il siracusano Matteo Durante e soprattutto Giulio Gaetano
Zummo nato a Siracusa nel 1656 e morto fra gli onori a Parigi nel 1701.
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FOTOGRAFIE: ©
Giuseppe
Leone e Nino Privitera |
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